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Introduzione
La prima descrizione riportata in letteratura di questa patologia, è stata proposta dal Patologo inglese Smellie nel XVIII secolo. Fu però il chirurgo francese Danyau, all'inizio del XIX secolo, a mettere in correlazione la lesione con la sua presentazione clinica.
Nel 1867, il neurologo francese Duchenne de Boulogne, associò direttamente il tipo di lesione al trauma da parto, attribuendo pertanto a tale situazione clinica il nome di “paralisi ostetrica”.
Molti chirurghi si sono interessati negli anni seguenti allo studio di questa particolare lesione, il lavoro più notevole di quel periodo è stato sicuramente quello proposto da due neurochirurghi americani di New York, Taylor e Kennedy, che nel 1902 pubblicarono i loro primi risultati dopo riparazione chirurgica del plesso brachiale. Sfortunatamente, tuttavia, tali risultati furono inficiati da una consistente percentuale di complicanze dovute alle inadeguate tecniche anestesiologiche del tempo.
Nel 1970, Narakas, dalla Svizzera e Millesi, dall'Austria, diedero nuovo impulso alla chirurgia del plesso brachiale, dedicandosi alla riparazione del plesso dell'adulto a seguito di eventi traumatici. Nel 1977 Gilbert in Francia, Morelli, Raimondi e Petrolati in Italia, codificarono il protocollo di trattamento tuttora utilizzato.
Da allora in diversi paesi nel mondo tra cui la Svizzera , l'Olanda, l'Inghilterra, la Germania, la Spagna, la Svezia, la Finlandia, il Giappone e il Nord America, alcuni Reparti si sono specializzati nel trattamento di questi pazienti.
Le informazioni fornite in questo sito sono il frutto dell'esperienza mutuata in seguito a più di 1000 interventi chirurgici di riparazione primaria e 800 di chirurgia secondaria o palliativa, condotti nel corso degli ultimi venti anni nei Reparti di Parigi e Milano. Alcuni aspetti sono tuttora controversi e pertanto oggetto di discussione e di revisione da parte di un team internazionale che si riunisce annualmente ad Heerlen in Olanda.
Da questi incontri e dagli articoli pubblicati su riviste specializzate, le nostre indicazioni chirurgiche, così come le tecniche si sono andate via via affinando nel tempo. L'esistenza di gruppi di supporto è di grande interesse per i Reparti che si dedicano al trattamento di questa patologia, permettendo loro di approcciare, con prospettiva maggiore, il problema.
È stata inoltre istituita una banca dati internazionale con il precipuo scopo di raccogliere i casi di tutto il mondo al fine di uniformare indicazioni e trattamento.
Negli ultimi anni si sta cercando di trasferire tale esperienza anche ai paesi in via di sviluppo